Ma come è magnanimo il Prof Santangelo!!

Luglio 31, 2008

Leggiamo sul giornale che il prof Mario Santangelo in persona nella sua veste di signore e padrone ( leggi Direttore Generale) dell’Istituto Pascale è intervenuto, sulla stampa, per rispondere alle proteste di una malata che avrebbe lamentato dover aspettare mesi per un controllo oncologico piuttosto urgente. Risolto il problema, chiarito “l’equivoco”, come lo ha definito l’illustre professore

Il prof Santangelo, si sa, è troppo impegnato a difendere Bassolino ( al quale deve essere, evidentemente, molto grato) oppure a creare otto ( mi pare) dipartimenti sanitari, dove ne basterebbero due-tre, forse per non scontentare nessuno dei pretendenti all’incarico di direttore di dipartimento

Se il prof Santangelo dedicasse un poco più del suo tempo a conoscere la struttura che dirige, saprebbe che le lunghe liste di attesa non sono un’eccezione, ma la regola.

Perché, come dappertutto, sono “propedeutiche” all’incremento dell’attività intramoenia

Si dovrebbe , quindi intervenire, con riforme strutturali non con interventi “caritatevoli”

Ma il prof Santangelo, parafrasando  Marcantonio nel Giulio Cesare di Shakespeare, è un uomo d’onore. Sta dove sta, come tutti i Direttori Generali campani, per obbedire a chi lì lo ha messo. La sua ( loro) “mission” non è di “ottimizzare” l’assistenza sanitaria ( uso appositamente termini che non amo ma molto amati dai più alti dirigenti della sanità)

In conclusione vi lascio con una nuova domanda con risposta parzialmente aperta

Qualcuno mi sa dire chi è veramente interessato ad avere una buona sanità?

a)politici ( si può scegliere tra tutti i partiti)

b)medici, laureati non medici ecc

c)infermieri, ed altre categorie della sanità

d)sindacati medici e non

e) i cittadini campani che non scendono in piazza per protestare per una sanità allo sfascio e, però, fanno le barricate per impedire la chiusura od il cambio di attività ( leggi, ad es., residenza per anziani) di piccoli, sgangherati,inefficienti e costosi ospedali periferici.

f) altro

PS La risposta alla domanda del precedente post è:

i bambini affetti da gravi malattie infettive si ricoverano con buona speranza di guarigione presso la 1a Unità Operativa Pronto soccorso ed Accettazione dell’Ospedale Cotugno, mentre il Prof Guarino, infettivologo pediatra del Policlinico Federico II, ed il Dott. De Martino, infettivologo pediatra del Santobono Pausillipon, non è ben chiaro cosa fanno. E mentre alcuni eminenti pediatri, tra cui cattedratici ed uno che attualmente, mi pare, abbia un alto incarico nel carrozzone chiamato SORESA, hanno sempre malvisto che al Cotugno si facesse ufficialmente, una infettivologia pediatrica. Queste persone non hanno sulla coscienza troppi bambini perchè i medici del Cotugno, senza aver nulla a pretendere, ma solo per quella umanità che a tanti manca , hanno, per più di 40 anni, fatto più del loro dovere per assistere bambini altrimenti destinati a morire. Ed adesso con 40 anni di esperienza alle spalle non sono secondi a nessuno in Italia. Le eccellenze, quelle vere, nascono dall’esperienza non da un tratto di penna.


Una domanda

Luglio 25, 2008

Questa volta il post consta di una sola domanda. Chi risponde esattamente, però, non vince nulla.

Posto che a Napoli, o meglio, in Campania esiste una struttura universitaria con relativo insegnamento ( università Federico II) di malattie infettive pediatriche.

Posto che presso l’AO Santobono Pausillipon esiste una UOC ( unità operativa complessa) di Malattie infettive pediatriche.

Si risponda alla seguente domanda

Se un povero bambino campano ( dal momento della nascita ai dodici-quattordici anni) viene colpito da una malattia infettiva seria ( meningite, encefalite, complicanze dell’influenza, morbillo, rosolia ecc) dove si “può” ricoverare ? dove in Italia c’è per tali malattie la migliore speranza di sopravvivenza?????

La risposta esatta alla prossima puntata


Miseri Direttori Generali!!!

Luglio 21, 2008

Ho lasciato trascorrere un po’ di giorni dallo scandalo suscitato dal tentativo dei direttori generali delle ASL Campane di aumentarsi lo stipendio.
Non mi piace unirmi alle folle ”giustizialiste” .
Non mi piace questo paese dove la folla, guidate dal Masaniello di turno, insorge contro i potenti/prepotenti e li mette alla gogna ( che meritano)
Non mi piace perchè,senza che nulla sia cambiato, improvvisamente, torna un silenzio assordante .
La stampa napoletana, come quella nazionale, in gran parte asservita a qualcuno, mai all’obbligo di fornire una corretta informazione, solleva il velo su una questione scottante.
Poi, senza apparente motivo, il problema scompare. E nessuno ne parla più.
E’ questo il momento di dire quello che pensiamo: noi che abbiamo a cuore solo il buon funzionamento della sanità.

Da dove “vengono” i direttori generali?

In genere sono dirigenti della sanità o della regione o docenti universitari. Persone in genere abbastanza mediocri, con qualche eccezione, che già percepiscono stipendi al top nella pubblica amministrazione, che non sono di molto inferiori a quanto percepiranno come Direttore Generale.
Non è certo per lo stipendio che tanti ci tengono a ricoprire questo incarico!
Non è certo per 3-400 euro in più al mese che si fa la fila per un lavoro che comporta, comunque, un casino di responsabilità e che espone al rischio di disavventure giudiziarie sia civili che penali.
Per quale motivo addirittura pensionati che hanno quasi settant’anni accettano un incarico che li porta a 50-60 km da casa?
Parziali spiegazioni, molto parziali, sono:
Il potere : come si sa comandare è meglio che……
I soldi: non quelli dello stipendio, ovvio, ma la “cresta”sulle spese
Qualcuno sicuramente è motivato da potere e/o soldi e qualcuno, ma stiamo parlando di ladri di polli, dalla possibilità di “sistemare” un parente od un amico.
Ma la motivazione che spinge i più è la politica.
La politica, evidentemente, nella sua forma più pervasiva e meno possibile di servizio.

La politica e la sanità

Noi che siamo dei nostalgici non rimpiangeremo mai troppo la prima legge di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, la 833.
Rivoluzionò l’assistenza sanitaria fino ad allora erogata dalle casse mutue, e sancì il principio dell’uguaglianza delle prestazioni per tutti i cittadini.
Rappresentò la politica che si faceva servizio attraverso la gestione delle USL.
Purtroppo invece di correggere parti della legge che si erano prestate a storture ed a sperperi si è buttata tutta la legge ( l’acqua sporca con il bambino!) per una nuova legge, la 502, di cui non si parlerà mai troppo male.
L’intento era di risparmiare e non si è risparmiato!
Di evitare gli sprechi che non sono stati evitati!
Di sottrarre la sanità alla politica affidandola ai tecnici e si è visto come è andata a finire!

Concludendo

Con i tempi che corrono si può sperare più in un peggioramento che un miglioramento della legge attuale.
Inoltre parlare male della sanità pubblica potrebbe indurre qualcuno a ritenere che il privato è meglio e fare come Formigoni nonostante quanto accaduto alla clinica privata Santa Rita non incoraggi.
Quindi ci dobbiamo tenere i direttori generali così come sono e pagarli per quello che valgono ( poco) per le competenze ( scarse) per quello che fanno per migliorare i servizi nell’interesse della comunità ( niente).
In effetti li paghiamo anche troppo se è solo per consentire, a qualcuno, di farsi un poco o molto di cresta sulla spesa.
A qualcun altro di fare qualche affaruccio personale magari collocando un parente od un amico.
Ai più per fare gli esecutori dei mandanti politici e cumulare crediti da riscuotere per ottenere nuovi e più prestigiosi incarichi.
Caro Santangelo,sponsor di Bassolino, prima di chiedere un aumento spiegaci a che, o meglio a chi, serve fare dieci dipartimenti ( con relativi direttori di…) al Pascale quando ne basterebbero due o tre?
Perché sono sicuro che resteresti al tuo posto anche gratis? Non certo per spirito di servizio!!!
Perché volevi un aumento? Magari perché è da fessi rinunciare a dei soldi in più anche si si ha già di che campare più che bene?
Per una questione di principio?
Che tempra! Meno male che abbiamo queste persone tutte di un prezzo, pardon, pezzo a guidare la sanità.


Attenzione a questo governo di nani e ballerine

Luglio 11, 2008

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti l’obiettivo di questo governo di farabutti: distruggere quello che resta del sistema democratico, delle garanzie costituzionali e dei diritti acquisiti dalla nostra fallimentare generazione ma, soprattutto, da quelle precedenti, con lotte epocali .

Attenzione, però, a non concentrare tutta l’attenzione sulle leggi ad personam, che, purtroppo, pur essendo pessime, non sono il peggio! Anche se stiamo parlando della violazione di quel principio, fondamentale in tutti gli ordinamenti democratici, ovvero l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Peggio ci sono ci sono le leggi razziste e c’è il progetto, infame, di privatizzare tutto il possibile per permettere ai soliti furbetti di fare ancora più soldi sulla pelle dei cittadini. Privatizzare quello che ancora resta di pubblico è un delinquenziale progetto che non solo non viene osteggiato dall’imbelle opposizione, ma che, forse, in fondo, ma non troppo in fondo, molti del PD, specie la quota ex DS ( alla Bersani, per intenderci) condivide. Eh si! c’è ancora che ritiene che privato è meglio, più efficiente, più economicamente vantaggioso ( certo non per i cittadini!).

Nonostante gli esempi dimostrino che dovunque è intervenuto il privato sono aumentati i costi per la comunità mentre è diminuita l’efficienza. Questo è vero per le privatizzazioni dei servizi( energia elettrica, ferrovie, trasporto, acqua). Anche in Inghilterra, pioniere europeo delle privatizzazioni, si riconsidera l’intera questione. E lo stato ricompra pezzi di ferrovia. Sempre in Inghilterra si valutano costi ed efficienza di privatizzazioni ed esternalizzazioni nella sanità. E si scopre che privatizzare i servizi di pulizia e la mensa ha fatto incrementare i costi di gestione senza migliorare la qualità del servizio.

Solo da noi ci sono ancora estimatori del privato specie in quei settori, come la sanità, dove si può lucrare di più. Vero è che recenti episodi accaduti a Milano hanno inferto un duro colpo ai sostenitori del “privato è bello” rendendo evidente per chi è vantaggiosa una sanità privata. Solo gli sciocchi od i lestofanti possono credere che si tratti solo di una mela guasta. Tutto il cesto del privato è marcio. Se è vero che l’efficienza del pubblico è inficiata dallo spreco e dall’invadenza della politica, dove è in gioco il profitto, come nel privato, le cose vanno anche peggio. Sotto un’apparenza di efficienza ( vedi il San Raffaele ma anche istituti di ricerca privati nostrani) oltre a costi elevatissimi per il singolo cittadino ci sono imbrogli che si risolvono sempre in costi elevati per la collettività. E, sempre, c’è lo sfruttamento intensivo del personale, infermieri e medici. Si guadagna, talvolta, complessivamente di più ( specie i medici) ma si lavora molto di più. Questo a discapito dell’efficienza e della sicurezza.

La ciliegina sulla torta è l’assenza di controlli della Regione su quanto accade nelle strutture private. Questo, magari, perchè si corrompono i controllori( come sarebbe accaduto a Milano) o perchè chi dovrebbe controllare ha cointeressenze con la struttura privata. A Napoli, si vocifera, e lo riporto solo per dovere di cronaca, che importanti uomini politici della regione posseggano quote di famosi centri di diagnosi e/o cura privati. Naturalmente sono certo si tratti di una malevola diceria , conoscendo l’onestà, l’integrità ed il disinteresse dei nostri politici !

Questo governo di nani e ballerine ha intenzione di imporre il modello sanitario lombardo a tutta l’Italia. Ed inizia subito: nel Dpef c’è il taglio dei posti letto e della pianta organica oltre al ridimensionamento dei fondi della contrattazione integrativa. Tagliare la spesa ospedaliera non sarebbe in sè criticabile. Da anni andiamo dicendo che le risorse economiche sono attualmente troppo incentrate sulla cura, cioè sugli ospedali ( che costano molto) e poco sul territorio cioè sulla prevenzione e sulle cure di base. Ma nel Dpef non c’è uno spostamento di risorse dagli ospedale verso il territorio; e non ce lo saremmo aspettato da questo governo ( ma nemmeno dal precedente).

E’ ovvio che dove si spende di più si fanno più profitti ( leciti o, più spesso, illeciti)! La prevenzione non garantisce gli stessi guadagni possibili negli ospedali ( anche se alcune vaccinazioni per le giovani fanciulle garantiscono lauti introiti) .

Tagliare le risorse economiche ( posti letto e personale) agli ospedali apre un’autostrada per le strutture private che andranno a coprire le carenze; e, dio sa se ne abbiamo bisogno. In una regione dove in più di una ASL le strutture sanitarie private di ricovero sono in netta maggioranza rispetto alle strutture pubbliche.

Insomma anche l’ ANAAO sindacato medico, non proprio progressista ( l’equivalente sindacale del Partito Democratico) afferma che si sta creando …”una sanità povera per i poveri” come negli stati uniti : il paese occidentale con il record delle ingiustizie. Ecco il nostro modello di Welfare: quello americano! Stato pochissimo, assicurazioni e fondi di investimento quasi tutto. Una sanità povera per i poveri!!!

Ma noi, in autunno, con il fresco, con buona pace di Nanni Moretti e Sansonetti, scenderemo in piazza con Veltroni e & a, “signorilmente”, contestare i nani e le ballerine che ci governano. Con un occhio al dialogo!!!

Ma ci facci il piacere!!!!

Sarà obsoleto come programma ma credo che bisognerebbe scendere piazza più spesso, lavorare di più con la gente e tra la gente per mettere insieme uno straccio di opposizione che provi ad impedire le nefandezze più eclatanti. E se i scappa qualche frase offensiva non è il caso di farne una tragedia!!!

massimo miniero