Egregio professor Di Minno
Ho avuto modo ( direi, anche, il piacere) di conoscerla qualche tempo fa prima della sua nomina a Direttore Generale della ASL Na 1.
Lei mi fece una buona impressione non del tutto annullata dall’aver scoperto, in seguito, la sua amicizia con una delle persone che più detesto, che da sempre occupa, non si sa bene se per capacità professionali o per meriti politici ( la seconda che ho detto, credo) i vertici della sanità campana.
Mi riferisco a quel tale Angelo Montemarano uno degli artefici di quella mirabile combinazione, dell’ aver messo insieme il massimo della spesa ( dello sperpero) con il minimo dell’efficienza.
Questo risultato lo ha raggiunto come suo predecessore ( per molti anni è stato direttore Generale dell’ASL Na 1) e perfezionato come Assessore Regionale alla sanità.
Ma non si può essere perfetti. Ho conosciuto almeno un’altra persona, come lei, competente ed, almeno apparentemente, abbastanza perbene. Anche lui amico di Montemarano!
Resta per me un mistero come una persona per bene possa coltivare certe cattive compagnie.
Ma succede, evidentemente, non solo nell’adolescenza!
Questa premessa per dire che mi hanno molto meravigliato, e spero siano le solite esagerazioni giornalistiche, le sue dichiarazione nelle quali Lei ipotizzava una responsabilità dei medici di guardia nella tragica vicenda del docente di ingegneria Antonio D’Alessio, deceduto dopo un intervento chirurgico all’ospedale Pellegrini .
Sappiamo bene che pesanti sono le responsabilità cinquantennali dei medici nello sfascio sanitario campano. Senza voler attenuare quelle della politica.
Sappiamo bene, forse Lei non sarà d’accordo, quali e quante siano le responsabilità di una Università occupata più a moltiplicare le cattedre che a preparare i medici sia professionalmente che umanamente.
Una università in cui la scadente offerta didattica ( con qualche eccezione) si coniuga con l’esempio continuo, da parte di molti cattedratici, di come non ci si deve ( dovrebbe) relazionare al malato.
Considerato, dai più, come una fonte di reddito da mantenere. Pertanto, in condizione di sudditanza.
Detto questo, non crede che sia ingiusto prendersela solo con i più giovani ( tali sono i medici che fanno le guardie) ovvero i meno colpevoli?
Non crede che ci siano delle pesanti responsabilità, per quello che è successo e che quotidianamente succede negli ospedali campani, dei suoi amici che da 20 anni hanno diretto e dirigono la sanità ? Che ne hanno promosso lo sfascio a pro di interessi non proprio legittimi?
Colpire le responsabilità del primo livello, se ci sono, è giusto. Ma cerchiamo di ricostruire la filiera delle responsabilità per arrivare ai mandanti.
Massimo Miniero
Pubblicato da minierom1