Al capetto, il nano maledetto, ha completato quasi del tutto la manovra di aggiramento e distruzione del pubblico. Dopo scuola, alitalia, acqua e pensioni ( vedi la legge presentata per tagliare le pensioni a quelli che nel 1995 avevano già 18 anni di servizio) tocca alla sanità.
Privatizzare gli ospedali! Dice in quel di Todi.
Subito un suo sottoposto, il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, precisa i termini delle frasi pronunciate venerdì da Berlusconi:
“Non una “privatizzazione degli ospedali nuda e cruda, ma la creazione di una joint-venture pubblico privato per gestire strutture ospedaliere che non funzionano con la collaborazione dei privati”
continua “non si tratterà di ospedali privati veri e propri, ma di creare unità gestite privatamente nel pubblico. Il premier intendeva questo. Non dunque una contrapposizione pubblico-privato – puntualizza – ma virtuoso contro non virtuoso”
Come non pensare, come esempio di privato virtuoso, alla clinica privata Santa Rita di Milano ?
Tanto virtuoso e tanto privato che ha rischiato di fallire quando è stato sospeso l’accreditamento della regione ( leggi rimborso pubblico per le prestazioni fornite).
Il centro destra fa il suo sporco lavoro: privatizzare tutto per ottenere due risultati: un immediato quanto apparente risparmio di cassa ed un guadagno per i soliti furbetti.
Chi non fa bene il suo lavoro è la cosiddetta sinistra, la cosiddetta opposizione. Balbetta proteste mobilitando il solito Veronesi che, bisognerebbe ricordare, è un antesignano del passaggio da pubblico a privato (dall’Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori all’Istituto Oncologico Europeo nel 1994).
La pseudo sinistra di blanda opposizione dovrebbe ricordare che furono i soloni dell’allora PCI, negli anni ‘80, a distruggere la prima e migliore legge di riforma sanitaria fatta in Italia, la 833.
Quella che istituiva il SSN, sancendo l’eguaglianza, almeno nella malattia, tra tutti i cittadini.
Fu il PCI a volere la riforma con una legge, la 502, che introduce il concetto di Azienda nel SSN.
Come dire che un ospedale produce, al pari della FIAT, un bene di consumo.
La salute come bene di consumo.
Ci si meraviglia che la destra completi il lavoro?
Scuola, sanità, pensioni. Acqua: che altro?
Non resta che sperare che saranno, saremo, in tanti a Roma per la manifestazione dell’11 ottobre.
Nella speranza che si riesca a far ripartire la riscossa, che si riesca a costituire un nuovo CNL (Comitato Nazionale di Liberazione ) per liberarci dal Berlusconismo.
Ma tutto questo solo a condizione che si riprenda fiducia nella politica come levatrice di un cambiamento!
Pubblicato da minierom1
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