Privatizzare, privatizzare,privatizzare

Settembre 29, 2008

Al capetto, il nano maledetto, ha completato quasi del tutto la manovra di aggiramento e distruzione del pubblico. Dopo scuola, alitalia, acqua e pensioni ( vedi la legge presentata per tagliare le pensioni a quelli che   nel 1995 avevano già 18 anni di servizio)  tocca alla sanità.
Privatizzare gli ospedali! Dice in quel di Todi.
Subito un suo sottoposto, il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, precisa i termini delle frasi pronunciate venerdì da Berlusconi:
Non una “privatizzazione degli ospedali nuda e cruda, ma la creazione di una joint-venture pubblico privato per gestire strutture ospedaliere che non funzionano con la collaborazione dei privati”
continua “non si tratterà di ospedali privati veri e propri, ma di creare unità gestite privatamente nel pubblico. Il premier intendeva questo. Non dunque una contrapposizione pubblico-privato – puntualizza – ma virtuoso contro non virtuoso”

Come non pensare, come esempio di privato virtuoso, alla clinica privata Santa Rita di Milano ?
Tanto virtuoso e tanto privato che ha rischiato di fallire quando è stato sospeso l’accreditamento della regione ( leggi rimborso pubblico  per le prestazioni fornite).
Il centro destra fa il suo sporco lavoro: privatizzare tutto per ottenere due risultati: un immediato quanto apparente  risparmio di cassa ed un guadagno per i soliti furbetti.
Chi non fa bene il suo lavoro è la cosiddetta sinistra, la cosiddetta opposizione. Balbetta proteste mobilitando il solito Veronesi che, bisognerebbe ricordare, è un antesignano del passaggio da pubblico a privato (dall’Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori all’Istituto Oncologico Europeo nel  1994).
La pseudo sinistra di blanda  opposizione dovrebbe ricordare che  furono i soloni dell’allora PCI, negli anni ‘80, a distruggere la prima e  migliore legge di riforma sanitaria fatta in Italia, la 833.

Quella che istituiva il SSN, sancendo l’eguaglianza, almeno nella malattia, tra tutti i cittadini.

Fu il PCI a volere la riforma con una legge, la 502, che introduce il concetto di Azienda nel SSN.

Come dire che un  ospedale  produce, al pari della FIAT, un bene di consumo.

La salute come bene di consumo.
Ci si meraviglia che la destra completi il lavoro?
Scuola, sanità, pensioni. Acqua: che altro?
Non resta che sperare che saranno, saremo, in tanti  a Roma per la manifestazione dell’11 ottobre.

Nella speranza che si riesca a far ripartire la riscossa, che si riesca a costituire un nuovo CNL (Comitato  Nazionale di Liberazione ) per liberarci dal Berlusconismo.

Ma tutto questo solo a condizione che si riprenda fiducia nella politica come levatrice di un cambiamento!


Una storia di quelle che non compaiono sulla stampa

Settembre 24, 2008

Ricevo da un collega amico questa mail che pubblico di seguito perchè  racconta di uno dei quotidiani episodi di malasanità che non assurgono agli onori della cronaca perchè non c’è il “morto”!!!, .

Inutile sottolineare che non c’è nessuna intenzione di gettare fango sul SSN pubblico che si difende non nascondendo i difetti.

Il nostro evidenziare le criticità è volto solo a  suggerire soluzioni per  un miglioramento necessario e possibile.

Voglio anche  che sia noto a tutti   che al di là delle responsabilità enormi della politica nel malfunzionamento del SSN,  sono anche grandi le colpe  dei medici ( anche di altre categorie di operatori, seppure in misura minore) che  hanno  creato e creano i disservizi della sanità pubblica ( vedi le liste di attesa) per interesse personale o perchè “fannulloni” .

I fannulloni infatti non sono solo quelli che si assentano dal lavoro ma, con buona pace dell’assenteista Brunetta, anche quelli che fanno il regolare orario di lavoro ma solo per non fare o non far fare nulla.

Caro Massimo ti allego un breack inserito sul mio BLOG….se ritieni riportarlo nel tuo… è emblematico….
ciao

P.S. ovviamente non posso figurare come autore poichè sono un dipendente dell’Azienda in questione…. confido nella tua discrezione…. se vuoi maggiori dettagli fammi sapere….
ciao
Antonio
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-succede anche questo….

un ragazzo viene investito…. portato al pronto soccorso dell’ospedale più vicino viene visitato dal chirurgo…. il quale richiede una radiografia e siccome risulta una frattura richiede anche una consulenza ortopedica…. l’ortopedico che riceve la telefonata si rifiuta di effettuare la consulenza appellandosi ad un comunicato del Direttore Sanitario che limitava alla discrezione del chirurgo le consulenze ortopediche di pronto soccorso per una presunta carenza di personale….

è da tener presente che in quel momento erano presenti altre DUE ortopedici … e non c’era un gran che da fare….

il chirurgo allora è costretto a richiedere la consulenza ad un’altro ospedale… il ragazzo viene trasportato in ambulanza in questo secondo ospedale dove viene visitato, immobilizzato e rispedito all’ospedale di origine …. dove viene ricoverato ( in barella per mancanza di posti letto) passa una nottata e la mattina successiva viene ingessato per poi essere dimesso….

questa è la realtà di alcuni Ospedali Napoletani…. dove c’è chi vuole LAVORARE…. ma non viene messo in condizione di farlo…..

non cito luoghi e persone per ovvi motivi……

ciao……


Come prima,più di prima

Settembre 18, 2008

Vi ricordate Poggiolini e De Lorenzo? Tra poco li rivedrete all’opera. Lo psiconano ha rimosso Nello Martini, capo dell’AIFA, l’agenzia autonoma che ha il compito di approvare i farmaci. Martini era troppo indipendente, troppo competente e, fatto imperdonabile, troppo onesto. I farmaci sono un prodotto e le case farmaceutiche vogliono mani libere sul mercato della salute. L’AIFA determina il prezzo dei farmaci in base alla loro efficacia. Ma in futuro non sarà più così. I prezzi potranno essere decisi dai ministeri della Sanità e del Welfare in modo indipendente dai benefici.

Questo è l’incipit del post di ieri di Beppe Grillo sul suo blog. Io non amo particolarmente Grillo e la sua “antipolitica” a tutto campo, oggi, come accade spesso, debbo riconoscergli la capacità di essere sempre aggiornato  sui temi più scottanti. E la rimozione di Martini è un altro tassello dello sporco lavoro dei berlusconidi che  vogliono non solo distruggere la sanità pubblica (  hanno in odio tutto quello che è pubblico) ma soprattutto, così come avviene per l’Alitalia, favorire i loro amici  imprenditori-avvoltoi, permettendo loro di   fare sempre più soldi  sulla pelle di tutti noi. Questo è il disegno sotteso alla rimozione di Martini.

Non si tratta, quindi,  solo del famigerrato spoiling system  ( utilizzato anche dal predente governo di centro sinistra) ma di un disegno a più ampio respiro ( si fa per dire) di restaurazione.

Una volta imbavagliati i giudici  chi si accorgerà più del poggiolini di turno?