La scienza(?) al soldo del profitto?

Ottobre 29, 2008

Da Lydia Mastrantuoni consigliere della Municipalità Arenella-Vomero  ricevo una indignata lettera che pubblico con piacere  perchè mette in discussione una delle icone  intoccabili di una certa sinistra : il prof Veronesi. Uno dei primi a fare il salto della quaglia e passare, molti anni or sono, dal pubblico al privato. Per motivi ideali? boh! E’ anche famoso per aver sponsorizzato, in piena crisi rifiuti e con Fabio Fazio sorridente e consenziente, gli inceneritori da lui definiti innocui.  Con quale competenza poi…..

La parola a Lydia:

E’ veramente vergognosa la spudoratezza con la quale oggi viene annunciata la “clamorosa” scoperta del pomodoro anticancro, transgenico  naturalmente.
Tra le sue vantate qualità c’è quella di contenere una sostanza antiossidante che rallenterebbe o impedirebbe(?) la formazione di tumori nell’organismo. Ora tutti sanno, perchè ce lo ripetono da sempre, che le verdure,i vegetali soprattutto rossi sono già potenti antitumorali; ma al prof.Veronesi questo colore non basta e allora via alla produzione del pomodoro violetto ogm.Credo che sia noto a tutti la vicinanza tra il prof. Veronesi e la potente lobby del transgenico alla quale non basta aver inondato il pianeta e in primis il sud del mondo di soia,mais,cotone,riso ogm;ora per convincere l’occidente restio al transgenico s’inventa la storiella del pomodoro anticancro.
Spero che la società scientifica,libera e indipendente, riesca a smascherare coloro che speculano sulle paure dei cittadini,sopratutto se ammalati,per assicurarsi profitti
giganteschi.
Ci basti il pomodoro così com’è:ROSSO

Lydia Mastrantuoni  consigliere Comunisti Italiani municipalità Arenella Vomero


Una Clamorosa quanto misconosciuta scoperta scientifica

Ottobre 27, 2008

A proposito del cosiddetto fenomeno del nepotismo nell’università che Angelo Peluso ha  citato in un suo  articolo sulla repubblica di  Napoli di giovedì, è bene sapere  che recentemente  alcuni ricercatori italiani, rifugiati all’estero, hanno scoperto  l’esistenza un gene presente solo nel DNA dei professori universitari, preposto al carattere della   conoscenza innata. Tale ereditarietà è autosomica dominante, quando si dice  il caso!
Ovviamente il carattere ereditario si trasmette   verticalmente ai figli. Ma non solo!
Infatti per un meccanismo che in biologia si chiama trasformazione e/o per un altro meccanismo,  detto fagico, questo gene, ed il relativo carattere, viene trasmesso anche orizzontalmente a mogli, amanti,nipoti acquisiti,amici intimi ecc.
L’indagine epidemiologica successiva alla scoperta, sempre effettuata da ricercatori italiani, ha  evidenziato che il gene si ritrova  maggiormente  nei professori delle università del sud d’Italia. Palermo e Napoli conducono la graduatoria. I docenti di Medicina sono i più colpiti, pardon! , favoriti.
E’ solo una combinazione  che queste due Università sarebbero tra le peggiori d’Italia.
In ogni caso il carattere  è  presente, anche se meno diffuso,  su tutta la popolazione docente del territorio nazionale. Meno in altre Nazioni.
Non si sa perché la scoperta è stata tenuta segreta:  forse per non allarmare gli studenti universitari che non provenendo, per nascita, da  chi potrebbe trasmettere tale carattere ( che non si trova, se non sporadicamente,  tra la popolazione extrauniversitaria) potrebbe perdere ogni speranza residua di laurearsi con poca fatica e, ciononostante, fare una brillante e rapida  carriera universitaria.
Pare che un altro  gene, quello che predispone ad un lavoro a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione, sia presente anche nel DNA dei politici ( tutti)
La ricerca continua e vi terrò aggiornati


Ospedali

Ottobre 24, 2008

Cari amici

un poco di satira non guasta mai

quello che segue è un saggio breve di un amico scrittore e professore:Giuseppe Budetta. Buona lettura!

La teoria del terzo escluso inserita nelle direttive del sistema sanitario nazionale e regionale, ha per padrino nientedimeno che Aristotele – ipse dixit – ed è alla base della ferrea distinzione in nosocomi HCD ed HCS dove H è il termine inglese di hospital e CD indica l’appartenenza politica nella sfera del Centro – destra. Viceversa CS significa che il distretto sanitario ricade nella giurisdizione del Centro-sinistra. Rigide regole del bipolarismo politico hanno prodotto una netta linea di demarcazione in ambito sanitario. Il paziente boccheggiante – se cosciente – può vedere sullo stipite d’entrata in ospedale, una delle due sigle e capirà se il male è nella sua emi – zona corporale di destra o di sinistra.
La teoria del terzo escluso prevede la divisione del corpo umano in due metà simmetriche secondo un ideale piano sagittale mediano e non ammette ambiguità: un organo o sta a destra o a sinistra rispetto a tale piano. Come il numero sette che appartiene all’insieme dei numeri primi e per nulla ai pari, così un organo o è a destra o a sinistra rispetto al piano sagittale mediano.
C’è l’inevitabile compromesso sintetizzato nella teoria fuzzy. L’intestino per esempio si trova nella pancia un po’ a destra e un po’ a sinistra. All’operando è necessario eseguire una PET ed una TAC per stabilire se l’ansa intestinale sofferente è in prevalenza nel lato destro o in quello opposto. Stabilita la topografica dipendenza del male in uno dei due versanti, il paziente sarà operato da un chirurgo del Centro – destra (se l’intestino malato è in prevalenza a destra) o di Centro sinistra se il male è prevalente di questo lato. Per organi impari come l’epifisi, l’ipofisi o il chiasma ottico posti al centro del cervello, la legislazione sanitaria prevede l’esecuzione di accurati accertamenti in base ai quali sarà stabilita la millimetrica prevalenza del tessuto malato in uno dei due emisferi cerebrali dando  incarico ad un chirurgo HCD o HCS.
Pazienti da operare sia a destra che a sinistra saranno veicolati, a seconda della gravità del male da apposito collegio stabilito, in un nosocomio di destra o di sinistra. Guarito da questo lato, il paziente passerà nel nosocomio di area opposta. Chi si opera di cateratta va in ambito del Centro destra per l’occhio omologo e poi in area di Centro sinistra per l’occhio opposto. Idem per i due orecchi, le mani ed i piedi.
Gli afflitti da malesseri cerebrali bisognosi di cure neurologiche, psichiatriche o psicologiche sono classificati in base a preliminari accertamenti in destrorsi o sinistrorsi. Il paziente con geografia cerebrale alterata in prevalenza nel lobo cerebrale sinistro, finisce in cura in un HCS, viceversa uno con malanni in prevalenza nell’altro lobo.
Le disposizioni di legge inerenti il Sistema Sanitario Nazionale e Regionale si addentrano più in profondità stabilendo che gli specializzanti medici del Centro destra studino in emi – testi con sole pagine pari; gli CS in volumi con pagine dispari. Questo per evitare incroci di scientifici concetti.

La suddivisione in distinte aree ospedaliere si è resa necessaria in seguito alla legge sulle assunzioni: un assessore assuma esclusivamente manager, primari ed aiuti della stessa fede politica. In regioni rette dal Centro – destra operi solo personale medico specializzato di questo schieramento politico. Viceversa per le regioni del Centro – sinistra.
I chirurghi del Centro – destra siano destrorsi, quelli del Centro – sinistra, mancini. Esclusi sono gli ambi destri, in base alla teoria del terzo escluso. Il chirurgo del Centro – sinistra sia mancino ed operi solo nell’emicorpo sinistro all’interno di un HCS. Il chirurgo CD  operi in una unità HCD.
Tutto è scannerizzato, classificato e polarizzato secondo tabulati personalizzati.


Crimini contro l’umanità

Ottobre 23, 2008

Non vedo modo più “gentile” di definire  l’esistenza di ospedali/fognature come, per esempio, a Napoli l’ospedale Loreto Mare!
Se il termine appare forte, vi inviterei a fare un tour in questo ospedale in cui tanti poveri ( letteralmente) cittadini napoletani hanno la sventura di finire ( a volte, in tutti i sensi!!).

Con l’eccezione del reparto diretto dal  dottor Belli, da poco ristrutturato, l’ospedale è  sporco, cadente, degradato all’inverosimile.
Malati abbandonati in letti lerci, da terzo mondo. Ma nemmeno: perché nei paesi più poveri ci sono pochissimi ospedali ma, mediamente, efficienti.
Erogatori per l’ossigeno privi di acqua o  con acqua color marroncino. Flebo attaccate con il cerotto. E  questo anche in neurochirurgia dove  ci sono malati gravissimi, spesso con derivazioni esterne ad alto rischio di inquinamento con conseguente morte.
Ma negli altri reparti non è meglio.
Il personale si divide tra quelli che si vergognano di lavorare in una simile schifezza, impotenti e demotivati,  e quelli  a  cui non importa nulla. Poi ci sono quelli i cui buoni affari derivano proprio dal degrado della struttura pubblica.
Tutto marcisce in attesa dell’Ospedale del mare, mirabolante miraggio,   in cui andrà ad operare, si badi bene, lo stesso personale affetto da quella sindrome, molto diffusa al sud, che si chiama : deficit di civiltà.
Deficit di civiltà che non è solo, con qualche, colpevole,  giustificazionismo sociale ( sottolineo qualche!) dei lavoratori subordinati della sanità.
Il deficit è soprattutto dei dirigenti a partire da quelli dell’ospedale che, guarda caso, si dice siano amici del grasso signore che siede sulla poltrona di  assessore e non la vuole lasciare!
Deficit di civiltà che è soprattutto dei direttori generali che si sono succeduti alla guida dell’ASL NA1.
Al prof Di Minno, ultimo arrivato sullo scranno di Direttore Generale, chiederei di  fare una visita improvvisa all’ospedale:senza preavviso e magari travestito da povero cristo.
Benché anche se  desse un preavviso di qualche mese poco si potrebbe fare per migliorare un degrado quarantennale.
Un degrado  che oltre che strutturale è anche umano, e che è,  anche,  causa di frequenti “vivaci” episodi che nascono dalle giustificate proteste dei parenti dei malati che colpiscono, come sempre accade, i meno colpevoli.

Io mi chiedo

Sinistra dove seiiiiiiiiiii?


Malasanità: non solo al Sud

Ottobre 13, 2008

Dalla puntata di Report di ieri sera, domenica12,  una riflessione

•    la malasanità alligna ovunque  ( non è una novità),   non solo al sud e non credo ci sia da gioirne

•    un buon chirurgo si forma in sala operatoria in quanto  l’impegno sindacale così come quello politico sottrae molto o tutto il tempo necessario alla crescita professionale

•    Ne consegue che un  segretario  regionale del potente sindacato medico ANAAO può al più, come avvenuto in campania, diventare primario della riabilitazione.
Pretendere di fare il primario di una chirurgia di urgenza  di un grande ospedale significa  sopravvalutare le proprie capacità e sottovalutare il  male che si può fare!

Questo  lo si può affermare  a prescindere dalla veridicità di quanto emerso dal servizio giornalistico: rioperazioni, complicanze per interventi anche banali ecc ecc

•   come difendersi dall’arroganza di certi signori che catapultati al vertice di Aziende Ospedaliere non si sa in base a quali meriti ( o forse si sa) trattano con aria di sufficienza chi chiede di verificare  episodi  che suscitano più di un dubbio?
L’arrogante in questione è il  direttore sanitario dell’ AO. S. Camillo- Forlanini, tale dott. Fulvio Forino, che del suo   “audit” ci ha fatto capire  solo che serve a far rimanere ogni  cosa come prima.

Vorrei chiedere al Governatore del Lazio, Marrazzo,  che descrive  la sua regione come un’isola felice  dove si fa  ( lui fa) questo e quello e quell’altro ancora:

cosa aspetta ad aprire un’inchiesta regionale e, casomai, richiamare il direttore sanitario ad un atteggiamento meno arrogante?

Ancora

Si pubblichi in rete non solo i curriculum che si possono falsificare e nei quali non sta scritto lo sponsor che, spesso a partire  dall’università,  ha fatto “grande” il medico

ma  anche, almeno per le specialità chirurgiche ( dove si può fare molto male ai malcapitati), la mortalità, le complicanze, le rioperazioni.
Tutto quello che accade dopo che l’intervento è “tecnicamente “ riuscito  e che, in genere, conoscono solo i poveri  familiari del malcapitato

E per concludere : vogliamo cominciare a “mandare a casa” qualche medico non perché ha fatto 40 anni di servizio,  cioè non per un risparmio  meramente economico, ma per risparmiare  le sofferenze causate dal non  sapere  fare bene il proprio  lavoro?