Voglio provare, una volta tanto, a rassicurare quelli che mi leggono.
Possiamo stare tranquilli: l’influenza cosiddetta suina, al pari dell’aviaria nel 2006, non sarà la peste del terzo millennio. Una influenzuccia da poco, un virus scarsamente aggressivo, una malattia molto meno “pericolosa” delle “normali” epidemie influenzali invernali.
Quello che ha destato allarme, all’inizio, è che si trattava di un virus appartenente allo stesso sottotipo ( H1N1) di quello che causò la “spagnola” nel 1918-19. Inoltre, sempre all’inizio, si parlava di centinaia di morti nel solo Messico.
Tanto è bastato per fare andare in brodo di giuggiole la stampa che , per missione prioritaria, ha quella di suscitare allarme nella pubblica opinione. Naturalmente non sulle questioni che meriterebbero allarme ! tipo : la crisi economica ed i suoi effetti devastanti sulle vite dei più poveri e dei più poveri del mondo più povero.
Meriterebbe allarme il fatto che di malaria, tubercolosi ed AIDS ( nonchè di fame) muoiono ogni anno centinaia di milioni di esseri umani ( in maggioranza bambini) in Africa, Asia ed in America Latina.
Meriterebbe essere diffusa la notizia che le case farmaceutiche ( big Pharma) non hanno interesse a produrre farmaci per malattie curabili ma diffuse solo nei paesi poveri dove persone e governi non possono permettersi la spesa per le medicine!
Meriterebbe di essere diffusa la notizia che i famaci per curare l’AIDS ed allungare la vita dei pazienti del ricco nord del mondo , sono molto costosi e procurano elevati profitti a chi li produce ma anche a chi li prescrive cioe i tanti medici marchettari. Ma chi cura veramente i malati di AIDS sono i tanti medici onesti su cui ricadono solo oneri laddove altri si arricchiscono e fanno carriera.
Chi sa che gli stessi farmaci non sono distribuiti in Africa perchè nessuno ( nè governi, nè cittadini) può permettersi di pagarli?
Che la salute sia diventato un business è un fatto anche se pochi illusi (come il sottoscritto e molti di quelli che mi leggono ) si ostinano a ritenere la salute un diritto e la sanità pubblica e gratuita un servizio essenziale che dovrebbe essere esteso a tutto il mondo! Quantomeno a tutta l’Europa come è nel programma della sinistra comunista ed anticapitalista.
Ma per tornare alla nostrra influenza ed alla salute come business proviamo a chiederci quali e quanti salti di gioa avranno fatto gli azionisti della Roche ( qualcuno ricorda Seveso, l’ICMESA e la fuga di diossina??) alle prime notizie di una influenza che avrebbe consentito di smaltire, con lauti profitti, le centinaia di milioni di dosi di Tamiflu ( antivirale della Roche di dubbia efficacia : http://economiaefinanza.blogosfere.it/2009/04/febbre-suina-tansy-huws-e-il-tamiflu-dei-miracoli-la-roche-e-le-pandemie.html e http://www.italiachiamaitalia.net/news/132/ARTICLE/15078/2009-04-27.html ).
Non ho le prove, come diceva Pasolini, ma mi pare altamente probabile che la Roche abbia avuto una parte nel far dilagare il panico per l’influenza suina. Panico causato, anche, dalla notizia iniziale di centinaia di morti in Messico . Decessi drasticamente scesi a poche unità una volta che le autorità sanitarie internazionali hanno analizzato meglio i casi denunciati.
Pochi hanno cercato di rassicurare la popolaziuone spiegando, per esempio, che l’elevata mortalità causata dalla spagnola ( lo spauracchio del ‘900) non è realisticamente prevedibile nello scenario mondiale attuale, in presenza di sistemi sanitari, organismi sanitari internazionali e presidi sanitari ( a parte il quasi inutile Tamiflù) nel 1919 impensabili.
Resta il fatto che tutte le più recenti e terrorizzanti epidemie ( SARS, Aviaria, Suina) nascono e prosperano laddove esistono allevamenti di animali intensivi, con le bestie ammassatei in piccoli spazie e scarse protezioni per chi vi lavora.
Queste malattie sono figlie di logiche di produzione esasperate che debbono produrre sempre più profitti ( qualcuno ricorda la “mucca pazza???) a danno della salute dei lavoratori ed, in ultima analisi, della salute pubblica!
e’ il mercato! bellezza
maggio 30, 2009 alle 1:26 pm |
Bella e condivisibile analisi (v mio articolo pubblicato su “aprile on line del 29.4 u.s.).
Manca l’accenno al gravissimo fatto che in Africa non sono reperibili farmaci anti AIDS in formulazioni pediatriche (se sei bambino e hai l’AIDS in Africa, devi morire)!
Guardate a riguardo l’impegno del C.L.I.A (collegamento lotta internazionale all’Aids)
Mario Figoni
Dirigente Medico dell’A.O.Cotugno – Napoli