Leggo su una rivista medica on line:
In Toscana in arrivo pagelle anche per i primari, o meglio i direttori delle strutture complesse (secondo la nuova definizione). Dopo i manager, già sottoposti a valutazioni dal 2005, nella Regione anche il lavoro dei 1.100 che dirigono i reparti sarà analizzato in base ai risultati ottenuti...
Chissa se mai si arriverà a fare, anche da noi, una seria valutazione dei dirigenti medici delle strutture ospedaliere. Perchè fino ad oggi, quella valutazione che, pure, la legge impone di fare è una farsa. Se fosse stato altrimenti almeno il 50% dei primari sarebbe stato rimandato a riprendere da capo gli studi in medicina . Un altro 10% sarebbe stato cacciato a calci nel sedere .
Oggi mi sento buono e mi sono mantenuto basso.
Si provi a valutare, seriamente, l’attività svolta da un qualsiasi chirurgo ( quella ordinaria ! non quella in intramoenia!!!! cioè privata!!!) ovvero:
quantità di interventi effettuati, appropriatezza degli stessi, complessità degli interventi, complicanze, rapporto tra interventi effettuati in regime gratuito ( quello di istituto) e privato.
Sono convinto che 7-8 chirurghi campani su 10 non supererebbero la valutazione.
Se si facesse la stessa cosa con i primari delle specialità mediche dove una valutazione seria è più difficile da praticare, ma non impossibile, almeno 5-6 medici campani su 10 non raggiungerebbero la sufficienza.
Se si andasse a vedere quanti medici presentano relazioni inerenti a personali ed innovativi filoni di ricerca nei tantissimi convegni medici che, con sempre meno pubblico, si susseguono quasi ogni giorno, ci accorgeremmo che a parlare sono pochissimi e sempre gli stessi. Tanti medici che, pure, fanno “marchette” per le case farmaceutiche, non hanno nulla da dire; sanno solo incassare.
Questa gente ha fatto carriera o per cooptazione politica o perchè affiliato all’opus dei od alla massoneria; non ha mai avuto il tempo, nè la voglia, di studiare, di acquisire competenze; era più proficuo( ed i fatti lo dimostrano) attendere in anticamera per portare la borsa al proprio sponsor. E non si creda che la cosa riguardi i soli ospedali, perchè la valutazione andrebbe estesa anche a quegli “intoccabili” che sono i docenti universitari. Che, tra l’altro. avrebbero come principale “mission” quella di formare i medici. Non quella di vendersi alle case farmaceutiche.
Credo che se si valutassero professionalmente gli universitari ne vedremmo delle belle!!!
Ma tant’è. Il mio sogno non si avvererà mai e dubito fortemente che, nella più seria toscana, si riesca a fare una corretta valutazione dell’operato dei medici.
Mi auguro di essere smentito dai fatti.